Bruna Tamburrini
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Poesie & Racconti

Burrasca
Vedo...''
nell’odorosa azzurra lontananza del mare
tra gli scogli solitari in fondo
l’immagine di una barriera all’infinito
che, con verde smeraldo, si unisce al cielo.

Li sento dentro i rumori del mare
le tempeste burrascose
che schizzano l’acqua
sugli scogli solitari
ed il mulinello che giunge a me
per essere risucchiato di nuovo.

Cadono le nuvole sugli scogli grigi
macchiati di bianco
Cadono le nuvole nella schiuma del mare tempestoso
il mugghiare mi giunge in lontananza
è la tristezza di un lamento lontano, cupo, penetrante
che mi porta negli abissi della mia anima

Per dirmi che il tormento è unico e solo
ed il lamento continua nel labirinto delle acque
e dei pensieri
che scivolano via, ma poi ritornano
nel tormento tempestoso
di una vita.

Atemporalita’

Trasformazione imperscrutabile del tempo
Antico, pesante, terreno
Un rincorrersi atomico delle menti
Guida incompleta
Di un mondo che cambia
Il cielo e la terra soccombono
Ma ritornano ad essere
E la continuità del vivere
Si trasforma in immagini sublimi e perenni

Lo spazio non ha limiti
Il tempo non esiste nella sua infinità

Il pensiero ritornerà pensiero
Per vivere nell’eternità
In un mondo purificato
Di atemporalità.


La vita: un miracolo

Un miracolo...e si aprono le porte del mondo

Un miracolo...e i sentimenti sono parte dell’universo
Un miracolo...amare gli altri per guardare meglio dentro di noi
Odio e amore si rincorrono in questa vita

Un miracolo...e siamo pronti a sorridere o a piangere
Un miracolo...è la nostra ricerca infinita della felicità
Un miracolo...e siamo pronti in una corsa senza fine per spiegare i nostri perché...

Corpo e anima uniti nel nostro tempo terreno e dopo...
Il miracolo della vita si completerà.

STORIA D’AMORE
Si distinguevano da tutti gli altri, perché percorrevano sempre quella strada lungo il viale Ugolino, poi si fermavano a sedere vicino alla statua di Salvo d’Acquisto. Spesso si avvicinavano le persone per chiacchierare, per scambiarsi qualche idea, per lo più erano pensionati. Tutto il paese conosceva Elvira con la sua Stellina e bastava passare da quelle parti per incontrarle, tutte e due, sempre insieme. Non passeggiavano mai in piazza, perché Elvira era discreta e non voleva infastidire le persone che avrebbero potuto non accettare la sua piccola amica. Era una donna anziana quando un giorno le regalarono questa cagnolina che lei battezzò subito con il nome di Stellina. Ecco, aveva trovato un mezzo per combattere la solitudine, per trascorrere le giornate in modo più impegnato, del resto Stellina era talmente allegra e frizzante che le faceva trascorrere le giornate così, senza neanche accorgersene.
Elvira era alta, di corporatura robusta, aveva i capelli castani e corti, sempre ben pettinati ed era giovanile, nonostante l’età. A volte d’estate, quando aveva il coraggio di lasciare la cagnolina a casa, veniva con noi al mare con la corriera e ricordo che parlava sempre della sua Stellina che, al ritorno, l’aspettava sul balcone. Era proprio vero, quella bestiola sembrava che riconoscesse la corriera che passava lì davanti, perché si affacciava, scodinzolando, dalle inferriate del balcone, con aria curiosa e vivace. Elvira portava spesso un paio di orecchini viola che io avevo subito notato, perché non si trovano facilmente di quel colore e perché le coprivano i lobi degli orecchi un po’ grandi e prominenti. I suoi discorsi avevano sempre un tema centrale: Stellina e sempre Stellina e tutta la sua vita era proiettata verso questa cagnolina che d’inverno, nelle giornate fredde, indossava una specie di cappottino rosso, mentre d’estate veniva regolarmente tosata così che appariva ancora più piccola e spelacchiata. Stellina è una bastardina screziata di bianco e nero, sempre molto pulita e affettuosa. Quando passeggiava con la padrona, se ti incontrava per strada ti dava un’infinità di baci, come se avesse voluto far sapere a tutti la sua felicità. Ricordo che più volte Elvira mi chiese di farle una foto insieme alla sua amica e diversi anni fa gliela feci. Anche recentemente mi aveva chiesto di fotografarla, come a voler lasciare in questo mondo il ricordo di questo amore così profondo e unico. Non ho avuto il tempo di scattare quest’ultima foto, ma qualcun altro ci ha pensato, perché nel ''ricordino'' la sua immagine è chiara, nitida, vivace e, tenendo in braccio Stellina, è come se stesse in procinto di parlare. E’ un bel ricordo.
Se n’è andata così, all’improvviso. Sapeva di star male, ma non voleva ricoverarsi all’ospedale per non lasciare la sua Stellina da sola. Sembra quasi un sogno, un destino scritto precedentemente e con una fine già stabilita. Lei stessa aveva espresso più volte la preoccupazione per una loro separazione. Sì, purtroppo la separazione c’è stata e se n’è andata la più anziana, perché la natura ha voluto così. Stellina continuerà a vivere, speriamo con qualcuno che le vorrà bene, ma se la cagnolina non potrà mai dimenticare la sua padrona (perché gli animali hanno un cuore e un’anima) Elvira le sarà vicino e continuerà a darle il suo amore.

Studio :
Via Angelelli, 11 - 63833 Montegiorgio (FM)
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